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Una giornata a Linosa

Una giornata a Linosa

Se avete deciso di trascorrere le vostre vacanze a Lampedusa, una giornata a Linosa deve assolutamente essere messa in programma, le differenze tra le due sono così evidenti che vi sembrerà di non essere nello stesso arcipelago, ma a molti km di distanza!

Queste isole pur appartenendo allo stesso arcipelago denominato “Pelagie” insieme al piccolo isolotto disabitato di Lampione, morfologicamente sono ricondotte a due placche continentali diverse: Lampedusa e Lampione alla placca africana e Linosa di origine vulcanica alla placca “siciliana – italiana”.

Questa piccola isola letteralmente in mezzo al Mar Mediterraneo è equidistante dalla Sicilia e da Tunisi, con un’estensione di circa 5,4 km² e dista 21 miglia marine della Lampedusa e non disponendo di un aeroporto è necessario raggiungerla obbligatoriamente via mare, durante la stagione estiva i traghetti veloci la collegano due volte al giorno alla sorella più grande in circa un’ora di navigazione. Un’altra caratteristica interessante è la presenza di ben 3 vulcani inattivi che le conferiscono la colorazione scura così in contrasto con le bianche spiagge di Lampedusa, ma non per questo meno attraente!  

Appena attraccati allo scalo nuovo, piccolo porticciolo alle porte del grazioso e coloratissimo paese, la soluzione migliore per godere delle bellezze naturali è un’uscita in barca con i marinai locali per esplorare angoli di paesaggi inediti: “I Fili”, un gruppo di scogli stratificati modellati dal vento e dal mare che racchiude una suggestiva piscina naturale delimitata da Faraglioni.

Proseguendo la navigazione e lasciando alle spalle i Faraglioni si giunge in prossimità del faro, qui la costa di colore grigio è particolarmente frastagliata e si contrappone ai colori dell’entroterra il verde rigoglioso dei fichi d’india, le sfumature della macchia mediterranea e qualche colorata villetta dalla posizione invidiabile sulla scogliera.

Non bisogna dimenticare maschera, pinne e boccaglio perché saranno i migliori alleati per raggiungere la zona delle grotte, le più accessibili e note sono quelle “del coccodrillo” e “degli innamorati”, i giochi di luce e acqua creano riflessi incantevoli tra le tonalità del blu e del verde, e immergendosi non si resterà delusi visto che centinaia di pesci colorati sfrecceranno in uno scenario più tropicale che mediterraneo.

Ancora una sosta in uno degli angoli più suggestivi dell’isola, prima di rientrare e godersi un tipico pranzo, è la “Cala Pozzolana di Ponente”, unica spiaggia di sabbia nerissima e luogo prediletto dalla tartarughe caretta-caretta per deporre le proprie uova, ma ciò che anche in questo caso stupisce e lascia a bocca aperta sono i colori, vividi e intensi come appena dipinti. La spiaggia infatti e contornata dalla parete rocciosa del Monte Nero, vulcano inattivo, a strapiombo sul mare che illuminata dal sole assume diverse sfumature; dal rosso al giallo zafferano, marrone scuro, grigio e nero che si tuffano nel verde che diventa blu intenso del mare.

In pochi minuti da qui si rientra al piccolo porticciolo, dove la sosta per il pranzo diventa un’esperienza di sapori isolani: zuppa di lenticchie, pasta con pomodoro tonno e capperi locali, cassate o cannoli siciliani, tutto è delizioso e la sensazione è quella di chi non vorrebbe più andarsene!

Nel pomeriggio dopo le fatiche culinarie si può decidere di fare un giro dell’entroterra in minibus, con lo scooter o con una bici elettrica, ancora una volta ciò che riempie gli occhi è da una parte la durezza di questo territorio che sembra così arido e inospitale che si contrappone al paesaggio fertile creatosi all’interno dei crateri spenti che diventa rigoglioso con distese di fichi d’india, capperi, lenticchie e lascia spazio all’allevamento di bovini e caprini, fonte di sostentamento insieme alla pesca per gli abitanti durante il periodo invernale.

Infine per ristorarsi dalla calura del primo pomeriggio è impossibile non tuffarsi nelle acque della piscina naturale e fermarsi ad ascoltare il “respiro del mare” proveniente dalle fessure delle rocce scure levigate dal sole e dal vento, dopodiché un’ultima tappa al bar del porto dove gustare una tipica granita siciliana al fico d’india per un ultimo tuffo nei sapori!

E’ già l’ora di rientrare ma con la promessa che prima o poi sarà bello ritornare in questa oasi di tranquillità e bellezza naturale!

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